Washington DC, sostenitori di Trump al Campidoglio

Il 6 gennaio 2020. Mentre in Italia si festeggia l’Epifania e studenti e lavoratori si preparano al rientro, dall’altra parte del mondo si sta facendo la storia. La Georgia, uno Stato storicamente repubblicano, è diventata blu per la prima volta in sedici anni. Sono stati eletti due senatori democratici, Jon Ossoff e il pastore Raphael Warnock: Ossoff, trentatrè anni, ebreo, è il primo senatore appartenente alla generazione dei Millennial negli USA; Warnock è il primo senatore nero eletto a rappresentare uno Stato del Sud, oltre ad essere il primo senatore nero a rappresentare la Georgia. Grazie alla loro elezione, il Senato americano è ora composto da 50 membri democratici e 50 repubblicani, e la maggioranza verrà raggiunta conteggiando anche Kamala Harris, VP e Presidente del Senato. 

Poche ore dopo, i membri del Congresso si riuniscono nel Campidoglio per confermare l’elezione di Joe Biden. Trump, nel frattempo, sta tenendo il “Save America Rally” vicino alla Casa Bianca. Il suo avvocato, Rudy Giuliani, incita la folla a “combattere.” I sostenitori di Trump iniziano a riunirsi fuori dal Congresso per protestare la ratifica di Biden. L’ex Presidente, nel suo discorso, chiama in causa Pence, affermando che “se Mike Pence fa la cosa giusta, vinceremo l’elezione.” Alle 19:02 ora italiana, Pence rilascia una lettera nella quale scrive di non poter bloccare il risultato delle elezioni. Esattamente undici minuti dopo, Trump conclude così: “Marceremo giù per Pennsylvania Avenue.” La folla radunata fuori dal Campidoglio tenta di superare le barriere della polizia, e in meno di un’ora il Campidoglio è in lockdown totale, senza possibilità di entrata o di uscita. I supporter di Trump irrompono nell’edificio nel giro di minuti. Iniziano a battere colpi sulle porte, rompono una finestra. Alle 20:31, il sindaco di Washington DC annuncia il coprifuoco da mezzanotte di mercoledì a mezzogiorno di giovedì. La folla entra nella cupola capitolina, poi nell’aula del Senato. Circa un’ora dopo, Trump chiede con un Tweet di cessare la violenza, ma nel giro di dieci minuti una donna prende una pallottola: sarà poi dichiarata la prima di cinque morti nelle rivolte al Campidoglio. Il Presidente-eletto Biden, il cui mandato inizierà ufficialmente il 21 gennaio, in un discorso dice: “La nostra democrazia è sotto assalto.” E poi, rivolgendosi alla folla che sta devastando le aule del Senato: “tiratevi indietro e permettete che l’opera della democrazia continui.” I sostenitori di Trump, guidati da Jake Angeli, un attivista di estrema destra soprannominato “QAnon Shaman” che indossa una pelle e delle corna da bisonte, riescono a devastare sia il primo che il secondo piano del Campidoglio. Un uomo posta su Facebook una fotografia che lo ritrae con i piedi sulla scrivania di Nancy Pelosi, presidente della Camera. Sulla scrivania di Pelosi c’è anche una minaccia, scritta in stampato: “WE WILL NOT BACK DOWN.” Qualcuno sventola la bandiera americana al contrario, qualcuno mostra orgoglioso quella confederata. Un altro uomo sorride e saluta la telecamera portandosi via un leggio, che è stato in vendita su eBay fino a poche ore fa. 

Finalmente, verso l’una di notte ora italiana, l’edificio è considerato sufficientemente sicuro da consentire ai membri del Congresso di riunirsi per riprendere la sessione di ratifica della nuova amministrazione Biden/Harris. Appena prima delle 10 del 7 gennaio, Pence dichiara che Biden è ufficialmente il 46esimo Presidente degli Stati Uniti. Pochi minuti dopo, Trump annuncia che ci sarà un passaggio di potere pacifico il 20 gennaio (cui lui, stando a quello che ha annunciato oggi 8 gennaio, non assisterà di persona). Intanto, diversi membri del Gabinetto di Trump danno le dimissioni: ad oggi sono Chao, segretaria dei trasporti, Mulvaney, ex capo dello staff e delegato speciale in Irlanda del Nord, Pottinger, vice consigliere per la sicurezza nazionale, Grisham, capo dello staff di Melania Trump, Matthews, un vice addetto stampa alla Casa Bianca, Niceta, assistente di Melania, e Goodspeed, presidente in carica del comitato dei consulenti economici della Casa Bianca.

Ieri, Nancy Pelosi, come 100 membri della Camera dei Deputati (tra cui un repubblicano) e 38 senatori democratici, ha chiesto a Pence di invocare il 25esimo emendamento e rimuovere Trump dalla Casa Bianca: se questo succedesse, Pence diventerebbe il Presidente fino al 20 gennaio. L’alternativa è l’impeachment: se i senatori e i deputati decidessero di prendere questo provvedimento, Trump sarebbe il primo Presidente a rischiare di essere destituito per più di una volta. 

In molti, sui social e non, hanno fatto notare l’ipocrisia del riprovevole atteggiamento del Presidente e della polizia in questa occasione. Un poliziotto ha scattato un selfie con uno dei manifestanti. In un video diventato virale, si nota che le forze dell’ordine si sono spostate per far entrare la folla al Campidoglio. Ieri, gli arresti sono stati 52; solo l’1 giugno sono state arrestate 289 persone alle proteste per il movimento Black Lives Matter. Trump ha fatto un appello ai suoi sostenitori con un videomessaggio trasmesso con l’ennesimo Tweet (poi rimosso da Twitter stesso): “Capisco il vostro dolore, so che siete feriti,” inizia simpatetico, rimarcando ancora una volta che questa sia stata un’elezione fraudolenta, “è stata una vittoria schiacciante e lo sanno tutti,” e poi conclude, gentile, accomodante, “ma deve esserci ordine pubblico. Questa è stata un’elezione fraudolenta,” ripete, “ma non possiamo fare il gioco di quella gente. Andate a casa. Vi vogliamo bene, siete molto speciali.” Fa impressione, molta impressione, sentire queste parole pensando a quelle che lui stesso rivolse ai manifestanti per il BLM: li appellò “teppisti”, e comunicò: “When the looting starts, the shooting starts.” Come ha scritto Ibram X. Kendi, professore alla Boston University, scrittore e attivista antirazzista, “il privilegio bianco è in mostra come mai prima d’ora al Campidoglio.” 
Articolo di Teresa Molinari della redazione Cassandra