V-Day, chiariamo qualche dubbio

Vaccini. Ne abbiamo sentito parlare fin dall’inizio della pandemia. Tutto il mondo ha discusso per mesi riguardo il superamento delle varie fasi di sperimentazione. Sono state fatte previsioni più o meno accurate su quando sarebbe iniziata la somministrazione e su quando si raggiungerà l’immunità di gregge. Sono state pubblicate notizie sulle tecnologie sulle quali si baseranno i vaccini e con queste sono sorti dubbi, domande e polemiche a riguardo. Spesso ne è stata fatta una questione politica: si è sentito palare di vaccino russo, cinese, americano. 

Finalmente, le prime dosi sono arrivate. 

Domenica 27 dicembre, è stato il V-Day (vaccine day): nei diversi paesi europei sono state somministrate le prime dosi del vaccino Pfizer-Biontech. Questo vaccino, come anche quello di Moderna, utilizzerà per la prima volta una tecnologia detta “a mRNA” o RNA messaggero. In Italia sono arrivate 9750 dosi nella giornata del 27 dicembre. Come ha dichiarato con un video Ursula von der Leyen, Presidentessa della Commissione europea, l’inizio simultaneo della campagna vaccinale nei vari paesi dell’UE ha un significato simbolico di unità ed è dimostrazione di un importante successo dell’UE.

Per la campagna vaccinale l’Italia ha acquistato da Pfizer-Biontech circa 27 milioni di dosi e ne è iniziata la somministrazione il 28 dicembre con la spedizione delle prime due milioni di dosi circa, riservate alle categorie considerate prioritarie dall’Iss (istituto superiore di sanità).  

Il vaccino prevede una prima somministrazione e un richiamo a 21 giorni dopo; l’immunizzazione sarà completa dopo 7 giorni dal richiamo. 

Le prime dosi saranno riservate agli operatori sanitari e sociosanitari, al personale e agli ospiti delle RSA e più avanti il vaccino verrà reso progressivamente disponibile al resto dei cittadini con criteri basati su fattori di rischio: età, patologie concomitanti e probabilità di contagio.

Per ora quello Pfizer-Biontech è l’unico vaccino approvato dall’EMA (agenzia europea per i medicinali), ma nelle prossime settimane o mesi dovrebbero arrivare dall’EMA le approvazioni per i vaccini prodotti da AstraZeneca, CureVac, Johnson & Johnson, Moderna e Sanofi. Le dosi prodotte da queste aziende dovrebbero garantire una copertura vaccinale sufficiente per tutta la popolazione europea.

Il fatto che in Italia vaccinarsi non sarà obbligatorio lascia un grande punto interrogativo sull’efficienza della campagna e sul raggiungimento dell’immunità di gregge, previsto approssimativamente per fine 2021. Sicuramente sarà necessaria una campagna informativa parallelamente a quella vaccinale per riparare i danni causati dall’incertezza e dalla disinformazione dei mesi passati, ma anche per evitare che un’euforia generale faccia dimenticare l’uso dei dispositivi di protezione, che saranno ancora utili per diversi mesi. Nonostante tutto, per l’Europa questi giorni sono l’inizio di un lungo sospiro di sollievo. 
Articolo di Maddalena Costa della redazione Urlo di Alfieri