Il calcio che prova a distrarci dall’incubo

La decisione è stata presa: si riparte!

Entusiasmo a mille, giocatori e, ancor di più appassionati e tifosi, al settimo cielo.

Inizierà prima la Coppa Italia(Juventus-Milan il 13 giugno e Napoli-Inter il 14) e il 20 toccherà alla Serie A, ma non mancano i dubbi e le perplessità, anzi, forse ci sono solo quelle e a mancare sono proprio le certezze… Non si sa come si riprenderà, con i play-off o con i turni abituali? 

Gli orari delle partite rappresentano un’altra incognita: i calciatori chiedono di giocare dopo le 19, considerando le temperature di giugno e luglio e ad ora le possibilità considerate sono 17:15, 19:30 e 21:45, anche se le ipotesi sono tutt’ora in discussione

Infine arriviamo al “perché?” della ripartenza che, considerando lo stop prolungato per gli altri sport, rappresenta il punto più triste, ma anche la realtà dei fatti: l’industria del calcio non può fermarsi, tante, troppe aziende fallirebbero, ecco il perché. Questo via libera così forzato sa di splendida notizia per noi appassionati ma cela una triste verità.

E per quanto riguarda la situazione fuori dall’Italia? All’estero solo la Bundesliga ha ripreso, con le dovute precauzioni, mascherine e distanziamenti ma affettuosi abbracci nelle marcature, incoerenza che ha scatenato non poche critiche.

La Spagna riprenderà l’8 giugno, oltre manica la Premier League ha fissato la data di ripresa il 17 giugno, mentre Francia e Olanda hanno sospeso le competizioni. I Transalpini hanno deciso però di aggiudicare ugualmente il trofeo alla prima classificata al momento della sospensione (Paris Saint Germain), mentre l’Eredivisie ha deciso di non proclamare nessun vincitore, annullando del tutto questa stagione così particolare. In entrambi i casi, fiumi di polemiche.

È una convivenza possibile quella tra calcio e Covid-19? Solo il tempo ce lo dirà, a noi adesso non resta che aspettare e sperare che non si sia costretti a fare alcun dietrofront, che non sia una mossa azzardata.

Attis Weintraub Mazzotti, Dragut – Genova